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Solidarietà fra gli operai in crisi: il caso della Terex Comedil e delle aziende edili milanesi

Posted by Simona on Apr 1st, 2009 and filed under Prospettive. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

terexCusano Milanino, Via Alessandrina 25. Il cortile della Terex Comedil, stabilimento storico che da circa 80 anni progetta e costruisce gru, sembra ormai vuoto e desolato. Dalla strada l’attività sembra ferma. Solo gli striscioni colorati di protesta e il tendone occupato davanti alla fabbrica testimoniano una presenza forte di lavoratori che non si arrendono contro la crisi.

Continuano, dal 16 di Dicembre infatti, le proteste dei 45 operai della Terex Comedil per non chiudere lo stabilimento. La loro è una lotta contro il tempo: dal 25 di Aprile infatti saranno tutti in mobilità. Intanto, grazie ad una cassa integrazione a rotazione lavorano a singhiozzi ma senza alcuna certezza né direttiva: manca infatti il direttore responsabile di stabilimento.

UNA CHIUSURA PREVENTIVA

img_0152“Siamo ormai allo sbaraglio completo, non ci sono nemmeno i responsabili a cui chiedere consiglio durante il lavoro”, afferma tristemente Ambrogio Casati.Non ci sono le premesse perché l’azienda chiuda, visto che il 2008 si è concluso con un fatturato in attivo, tuona invece Carlo Alberto Carelli, un altro operaio. In effetti dopo una produzione triplicata dal 2000 al 2006 (da 200 a 540 gru all’anno), la Terex Comedil nel 2007 fattura 25 milioni di euro l’anno, che diventano 17  milioni nel 2008. Ciò nonostante, la flessione del fatturato, l’arrivo della crisi e l’alto prezzo dell’ affitto dei capannoni, sono tra le cause addotte dall’azienda che da mesi minaccia la chiusura dello stabilimento.

IL TAVOLO DELLE TRATTATIVE

Ma i dipendenti della Terex Comedil non si fermano qui e sono determinati nelle loro lotte sindacali: continuano gli incontri in Assolombarda, dove è ancora aperto il tavolo delle trattative. E continuano i presidi davanti all’azienda. Per loro la vittoria finale sarà quella di mantenere il proprio posto di lavoro e far sì che l’azienda continui a produrre. I lavoratori infatti si chiedono come mai di fronte ad uno sviluppo aziendale continuo nel tempo, un solo anno di rallentamento delle vendite possa far chiudere un’intera filiale.

LA CRISI DEL SETTORE EDILE

img_0148_1La crisi c’è ma la si supera insieme, dando nuovo impulso alle opere pubbliche e al lavoro delle aziende edili. Non si supera certo chiudendo tutti i siti produttivi, ha commentato Rosalio Calì, uno dei protagonisti della vicenda. Il collega Simone Servello continua: “Se i nostri 45 posti di lavoro andranno persi, ci auguriamo che verranno presto reintegrati in qualche modo“. Intanto i lavoratori della Terex Comedil lanciano un grande concerto solidale per il 25 di Aprile, data in cui si esibirà la Banda Bassotti in Viale Italia, Sesto San Giovanni . L’occasione servirà per raccogliere fondi in sostegno dei colleghi cassaintegrati, in mobilità e licenziati dell’intera area nord di Milano. Oltre alla Terex Comedil, le aziende coinvolte sono Metalli Preziosi, INNSE Presse, Marcegaglia Buildtech, Siemens Bicocca, ex Ansaldo Camozzi.

Valentina Schiavoni

Foto: Valentina Schiavoni

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