Come vi abbiamo precedentemente detto (vedi articolo di Marco Ferrante), l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, ha approvato, tramite il suo comitato esecutivo, il “piano famiglie”, un provvedimento che vedrà la piena attuazione nel gennaio del 2010.
Grazie a questo provvedimento, al quale le banche possono aderire su base volontaria, le famiglie disagiate potranno avere la sospensione del rimborso del mutuo per un anno.
Ottenere questa sospensione non sarà comunque facile.
CHI HA DIRITTO AL PIANO FAMIGLIE
Per rientrare nei canoni è necessario che un lavoratore in famiglia abbia perso il lavoro, sia deceduto o si trovi in cassa integrazione, sa ordinaria che straordinaria, anche se per un lungo periodo. Non si fa differenza tra il lavoratore a tempo indeterminato che viene licenziato, il precario che vede il suo contratto scaduto non rinnovato o il lavoratore autonomo che decide di chiudere la sua attività.
Nonostante la sospensione del mutuo sia limitata solamente a queste categorie, la situazione economica non è delle migliori, anzi, è la peggiore degli ultimi ottant’anni, e nonostante la propaganda del governo secondo il quale la crisi non sarebbe così grave, questa manovra dell’Associazione Bancaria Italiana interverrà a sostenere un gran numero di famiglie che si trovano in difficoltà.
UNA BOCCATA D’OSSIGENO
È proprio questo l’obiettivo dichiarato dall’Abi per voce del suo presidente, Corrado Faissola. La realtà, che i banchieri hanno avuto il coraggio di guardare in faccia, è che l’economia stenta a ripartire, e si prevede un picco della disoccupazione per il prossimo anno. Il peggio insomma, almeno dal punto di vista occupazionale (che è ciò che interessa di più agli italiani), deve ancora arrivare.
ACCETTARE LA REALTÀ
Con questa manovra, le banche sperano di riuscire a recuperare i soldi dei mutui prestati. Mutui che, esattamente come successo un anno fa, minacciano ancora di schiacciare economicamente le famiglie e aggravare la crisi esistente, instaurando un circolo vizioso dal quale sarebbe molto difficile uscire.
Non ci si aspetta che questo piano famiglie sia il deus ex machina che interviene a risolvere l’attuale situazione economica, ma sicuramente potrà essere una boccata d’ossigeno per molti nuclei familiari.
Marco Lioi
Fonte: ADNKronos – Il Sole 24 ore






