E’ una notizia storica ciò che è stato deciso ieri mattina al Parlamento catalano il quale ha approvato l’abolizione della corrida nella regione con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astensioni.
La comunità autonoma della Catalogna, di cui Barcellona è capoluogo ha deciso di vietare la corrida.
I parlamentari catalani hanno approvato un’iniziativa legislativa popolare, sostenuta da 180.000 firme.
NORMA IN VIGORE DAL 2012
La Catalogna è ora la prima regione spagnola a proibire le tradizionali manifestazioni nazionali dei tori.
La norma entrerà in vigore nel gennaio 2012, fino ad allora la Plaza Monumental potrà ancora programmare le corride.
La regione è la seconda a proibire la corrida dopo le Canarie.
MANIFESTANTI CONTRAPPOSTI
Davanti al Parlamento catalano c’erano decine di manifestanti che protestavano per ragioni contrapposte: da una parte c’era chi reclamava “la libertà” per gli amanti di questo spettacolo (come si può amare uno spettacolo del genere?) e dall’altra chi invocava la fine della tortura dei tori.
Jose Rull, parlamentare dei CiU, il partito nazionalista catalano, durante il dibattito ha affermato: “Ci sono alcune tradizioni che non possono restare congelate nel tempo. Non dobbiamo proibire ogni cosa, ma sicuramente le cose più degradanti”.
PROCESSO INIZIATO GIA’ DA TEMPO
Con il voto di ieri si è concluso un processo iniziato circa un anno e mezzo fa quando il Parlamento catalano aveva accettato un’iniziativa popolare.
Ad inizio Luglio sono stati presentate 180.000 firme a sostegno della proposta.
SEGUIRE LA CATALOGNA
Per gli animalisti è un grande traguardo, la sorte di molti tori non dipenderà più da questa orribile tradizione.
Come è possibile che ai giorni nostri esistono ancora delle forme di “divertimento” tali?
Speriamo che anche altre parti del Paese seguano l’esempio della Catalogna.
Dal punto di vista politico, per alcuni, la decisione della Catalogna rappresenta l’ennesima presa di distanza della regione da Madrid e dal dibattito sulla cultura e le tradizioni spagnole.
L’uomo decide e l’uomo si comporta come vuole, ma questa volta la giustizia ha avuto la meglio.
Samantha Barbero
Fonte: repubblica
Foto: italianiamadrid.it – rainews24.it – focus.it






