Il redditometro contro l’evasione fiscale
Già, le tasse. Chi le ritiene un amaro fardello ma le paga, chi le raggira, chi le ritiene un segno di civiltà e giustizia e va orgoglioso di versarle, chi sostiene il detto “Pagare tutti per pagare meno” e chi il cugino “pagare meno per pagare tutti”. La parola “tasse” ha un rapporto simbiotico con “evasione fiscale“, che va a braccetto con la “lotta all’evasione fiscale” . Secondo alcuni fiscalisti sarebbe questa a rappresentare la chiave per risollevare le sorti del debito pubblico italiano e ridare nuova linfa al nostro sistema di welfare.
IL REDDITOMETRO
L’evasione fiscale in Italia raggiunge numeri impressionanti: tra il 18 e il 25% del Pil, qualcosa che mediamente si aggira intorno ai 100 miliardi di euro ogni anno, anche se sono solo stime. E data la lungaggine – e quindi l’onerosità – degli accertamenti fiscali sulla correttezza delle dichiarazioni, la strategia politica ed economica adottata da alcuni mesi a questa parte nella lotta all’evasione fiscale mira ad intrecciare reddito e consumi, concentrandosi più sulle uscite che sulle entrate. Nasce per questo il reddditometro, un’accertamento sintetico con cui il fisco ha l’obiettivo di raggiungere i 35.000 controlli l’anno nel 2011 (cioè lo 0.1% delle dichiarazioni dei redditi). Solo in caso vengano accertate spese “insolite” (dalle rette per scuole esclusive per i figli, ad acquisti in oggetti d’arte, dal Suv di lusso ai viaggi esclusivi, fino alla frequentazione dei casinò) e se il reddito necessario per sostenere quel tenore di vita superi del 25% quanto dichiarato per due periodi d’imposta consecutivi, scatterebbe per il contribuente l’obbligo di dimostrare che l’anomalia non è frutto d’evasione fiscale. Il redditometro, applicato in Veneto ha portato la Guardia di Finanza a scoprire 575 nuovi evasori nel 2009. Nella sola provincia di Genova, altri 500 e 250 nel litorale del Tigullio.
COSA NON VA
Il redditometro potrebbe anche essere un sistema perfetto, ma altrettanto devono essere i suoi poteri d’indagine (privacy permettendo). Basti pensare che la maggior parte delle barche italiane (498.000 su 592.000) non sono immatricolate perché al di sotto dei 10 metri. Renderle visibili indicherebbe cittadini di “elevata capacità contributiva” visto che queste “barchette” costano dai 5-6.000 ai 350.000 euro. Servono quindi criteri di controllo più inclusivi. Ma la lotta all’evasione fiscale necessita di misure alternative, come la detassazione del reddito in più dichiarato rispetto all’anno precedente, che incentiva imponibili crescenti.
Marco Ferrante
Fonte: repubblica – google
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L’evasione fiscale è un fenomeno grave ma lo è ancora di più uno Stato che ti sottrae due terzi di quello che fatturi. Dove lavoro (un noto ente religioso di Torino) sono stato gentilmente ricattato: “Se vuoi continuare a lavorare per noi devi prendere la Partita IVA.” E così oggi mi ritrovo a fatturare per circa 2.000 EURO al mese di cui più di due terzi se ne vanno tra tasse e commercialista. Per lo Stato Italiano io sono pari ad un libero professionista e vengo messo allo stesso livello di un medico, un avvocato e via discorrendo. Io sono ben felice di pagare le tasse ma non a costo di ridurre alla fame me e la mia famiglia. Scusate lo sfogo.
Caro Giulio, non credo affatto che il tuo sia uno sfogo. E’ quello che pensano moltissimi altri italiani, mè compreso. Un contributo anzi lucido che mi spinge a pensare: bisogna riformare il nostro sistema di prelievo fiscale perchè a mio avviso la c.d. “base”, fatta di piccoli contribuenti, si è andata via via livellando verso il basso delle soglie di reddito, oppure è rimasta al livello di prima. Mentre molti molto ricchi – scusa il linguaggio un po’ classista – stanno meglio di prima. La mia impressione è che bisognerebbe alleggerire il carico fiscale per il lavoratore a medio e medio-basso reddito, aumentarlo per gli altri; prelevare più risorse dai guadagni finanziari, ottimizzare la spesa e usare bene le risorse statale; guarire prima o poi dal morbo del debito pubblico. E, infine fare in modo di pagare meno i supermanager statali e i superospiti a Sanremo, se non altro per non svilire coloro i quali lavorano duro per se e per le persone che stanno loro accanto.
Marco F.
“Gli ultra ricchi, i padroni, non evadono le tasse, le riscuotono.
Stato e fisco sono roba loro, non nostra. Lo stato non siamo noi, lo stato è contro di noi.
Non capisco la follia di coloro che, pur rendendosi conto che lo stato è un privatissimo strumento di depredazione in mano a famiglie di scadenti potentati, vogliono conferire a questo stato-strumento più poteri, più funzioni, più tasse, più soldi, contro gli interessi della propria famiglia. E’ come darsi la zappa sui piedi.” ( Filippo Matteucci )
Reddittometro o riccattometro?
Il fisco ha rovescito l’onere della prova! In presunzione l’ufficio sulla base di parametri loro Vi dice quanto reddito avreste dovreste dichiarare per mantenere la Vs. vettura o la moto o la vs. casa e quant’altro. Solo che ci sono delle evidenti incongruenze.
ES. io possiedo una seconda vettura wv passat del 92 che ha 18 anni..(che uso solo occasionalemte)l’ufficio presume che mi servono € 7000 annuali per il mantenimento! (se però posso documentare tutte le spese con scontrini e fatture di manutenzione e documentare i km fatti possono variare l’importo) documentare non facile da reperire e fa perdere molto tempo. Inoltre rilevano che avendo aquistato da poco un’immobile avrei dovuto avere reddito necessario per pagrlo negli ultimi 5 anni di dichiarazione.(è una legge! da quando mai uno risparmia in 5 anni per acquistare la casa mi chiedo?)
In fase preliminare puoi fare le dovute dimostranze trammite un professionista ma alla fine cmq , ti multano facendo quello che vogliono senza sentire ragioni se non sono documentate. Dopo puoi difenderti o conciliare. Difendersi costa tanto.. conciliare Vi viene consigliato per non subire costi enormi nella difesa. Credo che sia un ricatto il redditometro impostato in qst. modo perchè cmq vada devi pagare o commercialista o l’ufficio. Sono sempre stato congruo in linea con gli studi di settore nella mia dichiarazione dei redditi ho sempre pagato le tasse. Perchè fare presunzioni di evasione….
In sostanza l’ufficio può presumere quello che gli pare dopo di che ci si difende presso la commisione tributaria. E possibile solo con prove documetali (non accettano dichiarazioni di terzi) che averei dovuto conservare per ben 5 anni antecedenti a questo strumento di verifica.
Esempio le spese realmente sostenute per la vettura (tagliani km realmente percorsi ecc.) Da Adesso conserverò tutto anche i soldi che mi prestano i genitori perchè se comprate qlc con quel denaro
e non potete dimostrarlo per l’ufficio siete evasori! State molto attenti perchè hanno appena iniziato a far cassa…
Chi non conosce a fondo qst. strumento o non è mai stato vittima pensa che sia una cosa ben fatta come lo pensavo io.
Rededittometro ingiusto
Sono stato anche io vittima di questo strumento non pensavo fosse possibile estorcere denaro al cittadino sulla sola presunzione.
Non potevo documentare perchè nel traslocco avevo perso alcune carte e
ora mi trovo debitore vs. il fisco di migliaia di Euro..
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