Effetti della crisi: rinuncia alle cure mediche un italiano su cinque
Secondo alcune anticipazioni a proposito dei risultati del Monitor del Forum per la ricerca biomedica e del Censis, la crisi oltre che sulle tasche degli italiani grava anche sulla salute di questi ultimi.
Un italiano su cinque infatti, se si considera l’ultimo anno, rinuncia alle cure mediche per motivi economici.
CHI EVITA LE CURE
Il profilo di chi rinuncia alle cure mediche descrive un individuo di età compresa tra i 45-64 anni (24%), che vive un una grande città (27,2%) e ha un livello di scolarità relativamente basso (31%).
Sempre secondo la stessa ricerca, un numero leggermente superiore di italiani rispetto a quel 18% che evita le visite non urgenti, principalmente odontoiatriche, ha ridotto l’acquisto di farmaci pagati con i propri guadagni, quelli cioè che non vengono passati dal Servizio sanitario nazionale. A mantenere questa condotta è il 21% degli intervistati.
L’IMPORTANZA DELLA SANITÁ PUBBLICA
Il Servizio sanitario nazionale comunque non è certo sgravato dal suo lavoro, poiché tra le conseguenze della crisi sta anche il fatto che sempre più italiani sono disposti ad attendere i tempi lunghi della sanità pubblica per accedere a un servizio che in tempi più felici non avrebbero esitato ad acquistare nella sanità privata.
Per questo motivo infatti, il Servizio sanitario nazionale viene ad assumere un’importanza maggiore, e secondo il Censis l’unico modo per garantire il diritto alla salute alla totalità o quasi dei cittadini è migliorare la sanità pubblica. È vero che le finanze dello stato non sono così sane rispetto a quelle dei privati cittadini, anzi, in tutta probabilità stanno molto peggio, ma è anche vero che gli sprechi ai quali ci ha abituato la gestione della sanità sono tali per cui sicuramente con una gestione più oculata delle risorse si potrà intervenire.
LA VERA CRISI
La difficile situazione di una porzione sempre maggiore di persone è da ricercare in questi dati, che spesso risultano essere l’aggregato di storie di vita. Storie alle quali si potrebbero facilmente conferire carne e sangue, ma si rischierebbe di cadere nella ricerca di pietismo.
Comunque sia, è in chi rinuncia alle cure mediche che si vede la vera portata di questa crisi, non nel fatto che non si trovano posti negli alberghi di lusso nelle località turistiche di montagna. Chi poteva permettersi di spendere qualche migliaio di euro per organizzare le vacanze di Natale degli scorsi anni in tutta probabilità può ancora permettersi di farlo, ed effettivamente lo fa.
Al contrario, chi doveva “stringere la cinghia” per curarsi oggi non riesce più a farlo, e chi conduceva una vita dignitosa ma senza extra oggi, vergognandosi, fa fatica ad andare avanti.
Marco Lioi
Fonte: Il Tempo
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