Greenpeace e la vittoria sulla deforestazione in Indonesia
Dopo giorni frenetici da parte degli attivisti di Greenpeace, l’associazione a gran voce dichiara “vittoria” per quanto riguarda la deforestazione in Indonesia.
Greenpeace apprende e diffonde la notizia seconda la quale il ministro per le Foreste dell’Indonesia, Zulkifli Hasan, ha revocato le concessioni per il taglio e la conversione forestale alla multinazionale April nella penisola di Kampar.
L’associazione ha affermato che solo una settimana fa gli attivisti bloccavano gli escavatori della April per proteggere una preziosa foresta torbiera che la multinazionale intendeva distruggere allo scopo di coltivare alberi per la produzione di carta.
GLI ATTIVISTI DI GREENPEACE
A Kampar Greenpeace ha aperto il suo “Campo di resistenza climatica” per denunciare la distruzione delle foreste che fa dell’Indonesia il terzo emittente mondiale di CO2 dopo Usa e Cina.
Alcuni attivisti sono stati espulsi, vediamo cos’è successo.
Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace in Italia, insieme ad altri attivisti sono stati deportati dall’area.
Li hanno accusati ingiustamente di attività illegali che non hanno mai commesso.
La polizia indonesiana li ha fermati e li ha trattenuti per quasi 24 ore, Chiara Campione sta tornando in Italia.
Il campo di Greenpeace è nato con l’obiettivo di fermare la distruzione delle ultime torbiere indonesiane. L’azione della polizia è chiaramente mirata a scoraggiare il viaggio degli attivisti e dei giornalisti verso il campo dell’associazione.
FERMARE LA DEFORESTAZIONE
Alessandro Gianni, direttore delle campagne di Greenpeace Italia dichiara: “Dopo la decisione del ministro Hasan, il Presidente indonesiano Yudhoyono ha la storica opportunità di annunciare una moratoria immediata alla deforestazione. Solo così l’Indonesia potrà mantenere fede ai suoi impegni di riduzione delle emissioni di CO2″.
FERMARE I RAPPORTI COMMERCIALI
Greenpeace chiede anche a tutte le aziende che acquistono olio di palma e carta (o polpa di carta) che provenga dall’Indonesia di fermare immediatamente i loro rapporti commerciali con aziende indonesiane coinvolte in fenomeni di deforestazione e degradazione delle torbiere e con essi la distruzione delle ultime foreste del Pianeta.
C’è chi ha già aderito a tale richiesta, lo stop all’olio di palma dall’Indonesia arriva dalla Coop dei prodotti a marchio.
GAS NELL’ARIA, UN PO’DI NUMERI
Ogni anno ha rivelato Greenpeace 1,8 miliardi di tonnellate di gas serra vengono rilasciati nell’atmosfera a causa della degradazione e degli incendi delle torbiere Indonesiane, ovvero il 4% delle emissioni globali di gas serra da meno dello 0,1% delle terre emerse del pianeta.
Il 30% delle torbiere si trova in aree tropicali, e di questa quota l’Indonesia ne ospita il 60%, un’area estesa circa 22,5 miliardi di ettari.
Samantha Barbero
Fonte: ansa – greenpeace
Foto: cleaneconomy.it
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