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Haiti, fondamentali gli aiuti dei quattro zampe

18 January 2010 134 views No Comment

Ancora una volta tornano in prima linea, i nostri amici a quattro zampe sanno essere indispensabili anche in una situazione di vero dramma.
Pronti a entrare in azione, sono arrivati da tutto il mondo per cercare i superstiti tra le macerie.
Stiamo parlando di tutti quegli amici fedeli che nella catastrofe di Haiti sono diventati indispensabili e fondamentali nei soccorsi.
Per loro è come praticare una sorta di gioco, che hanno imparato iniziando a frequentare i corsi di addestramento in uno dei molti centri che fanno capo alle associazioni di protezione civile o ai corpi militari dello Stato.
Ma grazie al loro “gioco” molte vite possono avere la speranza di essere salvate.

L’EMERGENZA E L’AIUTO CANINO
In ogni situzione come quella di Haiti, di grande emergenza, ogni aiuto ricevuto è molto importante.
Dopo il terremoto del 12 gennaio, è iniziata lo mobilitazione per far arrivare ogni aiuto possibile nelle ricerche.
Così anche i cani da catastrofe sono stati mobilitati assieme alle squadre di ricerca e di pronto intervento partite da ogni angolo del mondo.
Per arrvivare ad  Haiti hanno attraversato, nelle loro gabbie, mari e oceani.

SQUADRE CINOFILE IN AZIONE
Squadre cinofile sono partite dalla Francia, dal Messico, dalla Spagna e dagli Usa, perfino dalla Cina e da Taiwan.
L’aiuto fornito dagli animali è indispensabile.
Il loro fiuto è eccezionale, la loro capacità di infilarsi in fessure e anfratti può fare la differenza per salvare delle vite, dove l’uomo invece sarebbe impotente vista l’impossibilità di farsi largo tra i cumuli di macerie.
In queste situazioni, si calcola che sia di circa 72 ore il tempo massimo di intervento per poter sperare di recuperare persone ancora in vita.
Di fondamentale importanza è quindi il fattore tempo, ed è necessario concentrare gli sforzi e le operazioni di scavo laddove c’è certezza di trovare qualcuno.

LA RELAZIONE CON L’ANIMALE
I cani utilizzati in queste situazioni possono essere di varie razze e gli esemplari più idonei vengono di solito selezionati già negli allevamenti.
Il vicequestore aggiunto Giovanni Quiglini, responsabile delle unità cinofile e a cavallo del Corpo Forestale dello Stato ha spiegato che: “Il loro addestramento inzia quando sono ancora cuccioli. Vengono assegnati ad un conduttore e dal momento del loro primo incontro, i due inizieranno a fare “coppia fissa”. Il cane inzia a vivere con il conduttore, va a casa con lui, tra i due si crea una stretta simbiosi.
E’ la cosa più importante stabilire un legame forte tra l’uomo e l’animale”.

La ricerca dei dispersi, per l’animale è si la prosecuzione di un gioco imparato durante l’addestramento, ma quando il cane è diventato operativo, in un certo senso capisce anche di operare per conto dell’uomo.
E quello che fa lo fa soprattutto per assecondare la richiesta del suo accompagnatore.
“Tanto più il rapporto con il conduttore è solido, tanto più sarà determinato nel raggiungere l’obiettivo”, ha sempre dichiarato Quiglini.

L’ADDESTRAMENTO
L’addestramento prevede due fasi: dalla socializzazione all’obbedienza e fino all’apprendimento delle tecniche operative.
Il primo addestramento dura diversi mesi, ma poi prosegue ogni anno e vengono eseguiti diversi test di operatività.

Grazie al loro aiuto è giusto ricordare che anche all’Aquila molte persone sono state salvate.

Samantha Barbero

Fonte: corriere
Foto: corriere

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