Che figura
Il prossimo 21 dicembre dovrà essere approvato il bilancio dei Campionati Mondiali di nuoto di Roma 2009.
La relazione è stata presentatalo scorso 17 novembre dal direttore generale Roberto Diacetti ai soci ed agli amministratori del comitato organizzatore ed i risultati sono spaventosi:
9,5 milioni di euro di debiti.
Il Comune e la FIN dovranno concorrere al ripiano di questo debito nella misura di quasi 2 milioni di euro a testa.
Le voci che hanno portato ad un simile disavanzo sono dettate sia dai minori introiti per gli ingressi (per la cerimonia di apertura erano previsti 700 mila euro ed invece l’ingresso è diventato gratuito), oltreche da una serie di plusvalenze sui costi previsti.
L’unico evento imprevisto nelle voci messe a bilancio inizialmente è stata la mareggiata che ha distrutto il campo gara delle gare in mare, tutte le altre voci sono state previste in un modo e consuntivate col debito già suindicato:
-Strutture ed allestimenti
-Consumi, utenze e logistica
-Cerimonia
-Acquatic Festival
-Sorveglianza e sicurezza impianti
-Cibo e bevande
-Trasporti e mobilità
-Materiale informativo e gadget
-Diritti biglietti
-Prestazioni professionali
-remunerazioni e compensi
-Macchine ufficio e beni strumentali
-Uniformi
-Imposte
-Oneri di liquidazione
E poi spuntano un bel milione di euro (per la precisione 1,101) di “costi di natura eterogenea” (spese impreviste), inizialmente preventivati in 371 mila euro.
Non ci soffermeremo ad analizzare ogni voce nel dettaglio, è simpatico già solo il disavanzo (+598 mila euro) nella voce cibi e bevande perchè la motivazione è stata: “più consumo d’acqua per il caldo” (uno degli sponsor della FINA forniva bottigliette d’acqua !).
In una qualsiasi azienda privata errori di preventivazione di questo genere portano a reazioni immaginabili da parte degli amministratori, per un disastro simile non leggeremo probabilmente di alcun provvedimento verso nessuno, perchè tanto è sufficente ripianare importi così mostruosi sulle tasse sia dei cittadini, che dei cittadini praticanti nuoto agonistico (e sempre cittadini).
Un malcostume di pressapochismo che deve essere combattuto per impedire sprechi ingiustificati che aggravano sempre più la condizione sociale degli italiani…speriamo a questo punto non si portino mai i Giochi Olimpici in Italia.
Mario Franchi










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